Cinque Torri 2018

Nel cuore delle Dolomiti bellunesi tra le montagne di Cortina d’Ampezzo le 5 Torri rappresentano una palestra naturale, scelta anche quest’anno per lo svolgimento dell’importante esercitazione tecnico alpinistica e tattica, nella quale hanno operato 14 team di Paesi alleati ed amici, assetti di tutte le Forze Armate, personale del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e della Protezione Civile dell’ANA.
“Gran parte delle operazioni in atto si sviluppano in aree compartimentate e montuose e bisogna imparare ad operare in un mondo moderno ed a quattro dimensioni, compreso lo spazio cibernetico” ha sottolineato il Gen. Claudio Graziano, Capo di Stato Maggiore della Difesa, intervenuto all’avvio dell’esercitazione.
Dove cent’anni fa era posizionato il Comando dell’artiglieria italiana, le Truppe Alpine, eredi dei leggendari soldati di montagna della Grande Guerra, hanno dato dimostrazione delle notevoli capacità nello sviluppare, dalle tradizionali tecniche di combattimento ad alta quota, il moderno concetto di “Mountain Warfare”.

L’esercitazione
Due fasi distinte hanno caratterizzato l’esercitazione, una tecnico-alpinistica ed una tecnico-tattica sviluppatesi sui versanti est e ovest delle 5 Torri.
La prima, naturale coronamento dei corsi di addestramento alpinistico di circa 200 allievi a cui si sono unite cordate del Gruppo Incursori della Marina Militare, dei Carabinieri, del Soccorso Alpino e Speleologico e dell’ANA si è prefissa lo scopo di dimostrare e verificare l’applicazione delle tecniche alpinistiche all’alpinismo militare, all’autosoccorso ed al soccorso alpino organizzato. In quest’ambito erano presenti cordate di Argentina, Armenia, Austria, Bulgaria, Cile, Emirati Arabi, Francia, Kazakistan, Macedonia, Oman, Pakistan, Slovenia, Spagna e Tunisia.
La seconda, caratterizzata dall’impiego di forze ed assetti ad elevata connotazione tattico-operativa, si proponeva di verificare le capacità di muovere e combattere su terreni impervi, con morfologia estrema e verticale nella condotta di un attacco contro postazioni avversarie per ristabilire il controllo su una parte del territorio occupato da elementi ostili.
Nello specifico un Task Group su framework 8° rgt. Alpini della brigata “Julia” aveva il compito di isolare e neutralizzare alcune postazioni nemiche e catturare elementi ostili premianti, manovrando con rapidità e sorpresa, sfruttando l’orografia del terreno ed il supporto della terza dimensione, quella aerea.
L’unità deputata allo sforzo principale, su base 69^ compagnia Alpini “La Fulmine”, era articolata su un plotone alpieri specializzato in Mountain Warfare, un plotone alpini elitrasportato abilitato allo sbarco con tecnica Fast Rope e con capacità di soccorso alpino, una squadra equipaggiata con un mortaio da 81mm, un’aliquota alla manovra con mitragliatrici Browning cal.12,7, MG 42/59 cal.7,62 e MINIMI cal. 5,56 , un team di Tiratori Scelti con fucili di precisione Beretta ARX 200 cal. 7,62 e Barret M82 cal. 12,7.
Gli assetti specialistici presenti erano rappresentati da una squadra Ranger del 4° rgt alpini paracadutisti, una Task Force dell’AVES con un CH.47F del 1° rgt. “Antares”, due AB.205 del 4° rgt. “Altair”, due A.129D e un NH.90 del 5° rgt. “Rigel”, una sezione contraerea con STINGER del 17° rgt. “Sforzesca” e due AMX del 51° Stormo dell’Aeronautica Militare.

L’Atto
Ingaggiate frontalmente le postazioni nemiche da una squadra di alpini posizionate in alto coadiuvata per il tiro di precisione dal team di Tiratori Scelti, mimetizzati nell’ambiente circostante, viene richiesto l’intervento del supporto aereo da parte di due AMX per fornire adeguata copertura in fase di avvicinamento e indebolire le posizioni difensive del nemico.
Effettuato un primo sorvolo dell’area per il riconoscimento dell’obbiettivo, denominato “overwactching” con un successivo intervento a bassa quota viene aperto il fuoco sulle postazioni nemiche con il cannoncino Vulcan da 20mm.
Bloccato il nemico con fuoco diretto e di precisione con due AB.205 viene fatta confluire una squadra mortai. Dal primo e con la tecnica del rappeling, utilizzando cioè delle corde di tipo statico e dispositivi discensori a maniglia di frenaggio, vengono sbarcati quattro alpini che, messa in sicurezza l’area, indicano al secondo elicottero la zona per il rilascio del mortaio ed il munizionamento traspostati al gancio baricentrico.
Impegnati movimenti e reazione organizzata al nemico viene fatto inserire alle sue spalle un plotone sbarcanto da un CH.47F con la tecnica del fast rope, le squadre così possono acquisire posizioni idonee per il supporto del plotone di alpieri che effettuerà un vertical assault .
Il Plotone, articolato su molteplici squadre specializzate al mountain warfare alterna manovre di discesa e risalita delle pareti, attraversamento di spazi vuoti, messa in tiro di attraversamenti aerei con carrucole per lo sfruttamento del dominio di quota e delle zone nascoste per accerchiare, ingaggiare a fuoco il posto comando avversario.
Viene richiesto l’impiego di una squadra di Ranger per ottimizzare la possibilità di catturare del personale ad alto valore informativo e per minimizzare i rischi; con la tecnica del fast rope viene sbarcata rapidamente da un NH.90. Raggiunto il posto comando e catturato un elemento e materiali informativi utili, questa si dirige verso l’area individuata per l’estrazione di tutti i componenti e posta fuori dall’eventuale visuale nemica. Anche in questo caso, non essendo tecnicamente possibile l’imbarco con il velivolo a terra viene utilizzata la tecnica del grappolo che permette al personale di ancorarsi ad apposite funi, dette canaponi e di essere prelevato e trasportato in volo dal CH.47F.
Con il soccorso e l’evacuazione di un alpino ferito, caricato sulla barella e issato al verricello a bordo di un AB.205 da parte di personale della stessa squadra qualificato al soccorso di eventuali feriti e qualificato al soccorso organizzato in montagna, viene portata a termine l’esercitazione 5 Torri 2018.

Questo meraviglioso contesto ambientale non ospiterà la prossima edizione di questa importante e complessa esercitazione alpina. Sicuramente, nelle nostre belle Alpi, si troverà un altro altrettanto meraviglioso scenario, anche se le 5 Torri rimarranno sempre una grande insostituibile palestra per alpinisti ed alpieri.

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