Si è svolta in Friuli alla vigilia del primo focolaio di Covid-19 in Italia.

Nel luglio del 2018 la scomparsa nei boschi del bresciano di una bambina autistica aveva scosso profondamente l’opinione pubblica e coinvolto tutto il sistema di soccorso e di ricerca.

Area Exe Tagliamento1

Nel quadro del “Piano di ricerca delle persone scomparse della provincia di Udine”, il Comando del 8° Reggimento Alpini di Venzone, con il coordinamento della Prefettura di Udine, ha organizzato la “Tagliamento 1”, esercitazione interagenzia di ricerca e soccorso in ambiente impervio, che si è svolta il 19 e 20 febbraio nei territori dei comuni di Venzone e Gemona del Friuli. Oltre 250 sono stati gli operatori del soccorso coinvolti e appartenenti ai Vigili del fuoco, alla Guardia di Finanza, al Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico, alla Protezione Civile del Friuli Venezia Giulia, all’Arma dei Carabinieri e alla Guardia Forestale Regionale e, per la prima volta in regione, gli Alpini del 8° Reggimento, i “Montagnini” del 3° Artiglieria e il 2° Reggimento “Piemonte Cavalleria”.

L’ipotesi esercitativa prevedeva che, da parte della Prefettura di Udine, venisse attivato il piano di ricerca delle persone scomparse a seguito della denuncia di allontanamento dalla propria abitazione, a Venzone, di un ragazzo diciassettenne affetto da autismo. In quest’ambito si è inserita la partecipazione dell’associazione “Progetto Autismo FVG” che ha reso disponibili le proprie strutture ed il proprio personale per la formazione degli operatori di soccorso per quanto attiene alle metodologie di ricerca di persona affetta da autismo. Mentre, per favorire l’integrazione e la conoscenza reciproca, in sede di riunione di coordinamento è stato deciso di costituire squadre miste di ricerca, condividendo strumenti e apparati, nell’ottica di rendere il “sistema dei soccorsi” il più performante possibile.

Attivato il piano da parte della Prefettura, il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco ha reso operativa, all’interno della Caserma “Manlio Feruglio” di Venzone, sede del 8° reggimento alpini, la propria Unità di crisi locale (UCL) per mettere in contatto e coordinare sul terreno tutti gli assetti e le squadre impegnate nelle operazioni di ricerca. Il sistema comunicativo è stato integrato dai sistemi di comando e controllo (radio e filo) resi disponibili dal 8° Reggimento alpini e dalla Protezione Civile del FVG.

Lo scenario dell’esercitazione ha previsto come prima fase il sorvolo di un AMX del 51° Stormo dell’Aeronautica Militare che, attraverso il pod da ricognizione fotografica Rafael Reccelite, ha mappato l’area interessata; ottenute le informazioni topografiche necessarie, sono stati individuati quattro settori di ricerca e ciascuno dei quali è stato assegnato a una delle quattro squadre di soccorso. Quattro “attivazioni” quindi nelle quali il ragazzo scomparso, il cui ruolo è stato assunto da quattro alpini appositamente formati dagli specialisti di “Progetto Autismo FVG”, possa venir ritrovato in situazioni ambientali e condizioni psicofisiche differenti: indenne, lievemente ferito, impossibilitato a muoversi o caduto in una forra.

Le operazioni di ricerca, coordinate dalla UCL dei Vigili del Fuoco, hanno messo in gioco assetti, strumenti, strutture e personale con compiti diversi e professionalità specifiche. Determinante la presenza di alcuni assetti peculiari sia da parte dell’Esercito che da parte della Protezione Civile con il Soccorso Alpino e Speleologico.

Il primo infatti ha schierato con il 3° Artiglieria terrestre (da Montagna) tre sistemi per la sorveglianza del campo di battaglia in dotazione alle proprie batterie, tra questi, oltre ai gia’ utilizzati SAO e radar RANGER, per la prima volta vede schierato il sistema LINX, una camera termica di nuova acquisizione capace di individuare l’immagine di una persona in un bosco ad oltre 8 km.

La Protezione Civile del Friuli Venezia Giulia ha impiegato il proprio “Sistema Aeromobile a Pilotaggio Remoto” (SAPR), un drone che consente il trasporto e l’impiego di molteplici sensori per l’acquisizione di dati nel campo del visibile e dell’infrarosso.

Il Soccorso Alpino e Speleologico ha impiegato nelle ricerche i “cani molecolari” in grado di seguire le tracce dei dispersi per chilometri e ha inviato il suoi team di specialisti lungo la forra del torrente Venzonassa, che hanno permesso il ritrovamento e recupero del figurante disperso in una zona particolarmente impervia a buio inoltrato.

Le squadre di ricerca sono stati trasportate nelle aree impervie dagli elicotteri: quella del Soccorso Alpino dal AS.350 B3 della Protezione Civile e la squadra alpieri del 8 reggimento da un UH-205 del 5° Rigel di Casarsa, discesi con la tecnica del fast rope.

Il giorno successivo, in località di Sella Sant’Agnese nel territorio comunale di Gemona del Friuli, alle presenza delle locali autorità civili e militari e del Comandante della Brigata alpina “Julia” Gen. Alberto Vezzoli, si è svolto l’atto conclusivo dell’esercitazione con la dimostrazione delle pratiche di soccorso sviluppate ed attuate il giorno precedente. Qui, grazie alla speciale collaborazione con “Progetto Autismo FVG”, si è potuta svolgere una dimostrazione “reale” di soccorso, dove gli operatori sono stati impegnati nella fase conclusiva delle attività di ricerca, quella più delicata, ovvero quella del contatto con una persona realmente affetta da autismo.

Nella seconda parte della giornata tutti gli operatori di soccorso hanno partecipato all’After Action Review presso la Caserma “Feruglio” i cui esiti, anche nell’ottica di un eventuale aggiornamento del “Piano di ricerca delle persona scomparse”, sono stati successivamente presentati al Prefetto di Udine da parte del Comandante del 8° Reggimento alpini.

L’epidemia del Covid-19 ha drasticamente modificato le attività esercitative di tutte le Forze Armate, ponendo come obiettivo primario l’impegno delle stesse nel superamento  dell’emergenza sanitaria del Paese. A salvaguardia dello stato di salute del personale militare e civile dipendente, tutte le attività non indispensabili sono state riadattate e/o sospese,  quindi non ci è dato sapere se e quando verranno riprese attività esercitative, nello specifico la “Tagliamento 2”.

L’Unità SAPR della Protezione Civile del Friuli-Venezia Giulia

La Protezione civile della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, si è dotata di un Unità SAPR (insieme strutturato di Piloti, sistemi APR e procedure operative), formando e addestrando 5 funzionari che hanno conseguito l’Attestato di Pilota di APR per scenari operativi critici (CRO), in grado di operare in sia situazioni ordinarie che in emergenza.
E’ strutturata per effettuare interventi a scala regionale ed extra-regionale facendo fronte a richieste di monitoraggio e rilievo territoriale/ambientale anche in situazioni post-evento, mediante l’ausilio del Sistema APR Matrice 210 DJI. Gli interventi e gli scenari operativi riguardano l’ispezione/rilievo di infrastrutture ed edifici industriali, l’ispezione/rilievo di fabbricati in ambiente urbano/rurale, il rilievo/monitoraggio di dissesti idrogeologici/frane e erosione spondale, il rilievo/monitoraggio di corpi idrici e opere idrauliche, la ricognizione speditiva e mappatura di zone colpite da eventi sismici, la geo-localizzazione e perimetrazione di zone interessate da incendi boschivi, l’ispezione di aree degradate o di manufatti correlati a reati ambientali, l’ispezione/rilievo di manufatti di interesse naturalistico, storico, artistico, monumentale, la fotogrammetria e il rilievo geo-topografico, il supporto in operazioni di ricerca persone disperse, il supporto nell’attività giudiziaria o di altri enti istituzionali.
Il Sistema APR Matrice 210 DJI “ready to fly” multi-sensore in dotazione è un multicottero di classe/categoria L/Mc, di MOD “massa operativa al decollo” pari a 6,0 Kg circa e dotato di doppio radiocomando per il comando/controllo del sistema di volo e della sensoristica installabile in funzione della specificità dell’intervento aereo e del prodotto finale da restituire.
Negli scenari operativi più complessi il Matrice 210 prevede l’attivazione del comando/controllo multi-utente. In questa modalità il Pilota in comando e l’Operatore di gimbal operano in sinergia al fine di garantire sia il massimo grado di sicurezza che l’ottimale acquisizione delle immagini multi-sensore. L’installazione e il controllo della doppia sensoristica permette la contemporanea registrazione di immagini sia nel campo del visibile che dell’infrarosso. Infatti il Matrice 210 può montare assieme sia la fotocamera Zenmuse X4S (20MP) che la termocamera radiometrica Zenmuse XT (640×512).

I sistemi di sorveglianza del campo di battaglia

LINX

Prodotto da Selex-Galileo/Leonardo il Linx è un sistema portatile manuale multifunzionale per l’acquisizione di obiettivi sul campo di battaglia e capace di operare in ogni condizione ambientale e meteo.
E’ dotato di un modulo camera termica ad infrarossi (IR) raffreddata e dotata di zoom, un telemetro laser, un modulo bussola magnetica digitale, un modulo BT Wi-Fi con annessa antenna, GPS con relativa antenna, due micro display OLED, una unità centrale di elaborazione per la gestione sensori, video e alimentazione  ed infine una interfaccia multimedia.

È progettato per essere “NET-centric”, ovvero integrato in una rete tramite una connessione wireless, oppure cablata, che consente all’operatore di scambiare informazioni, immagini e dati, con il resto del sistema.
Linx è un dispositivo completamente integrato per un vero “Target Locator” fino a 12 chilometri di distanza, fornendo dello stesso azimut, elevazione, distanza, posizionamento globale e un’istantanea della scena in InfraRed (IR). Ha un peso di circa 3,1 kg, compresa la batteria che permette un’autonomia di 4 ore e può operare con temperature tra i -32° e i +55°.

SAO – Stazione Acquisizione Obiettivi

La Stazione di Acquisizione Obiettivi, meglio conosciuta con l’acronimo SAO, è un sistema di osservazione e puntamento laser comandato a distanza in grado di scoprire, individuare, sorvegliare e comunicare, fornito da Almaviva.
Può essere gestita da due operatori contemporaneamente, è dotata di camera termica ad infrarossi, di una camera diurna, di un telemetro laser che ha una portata da 100 metri a 20 chilometri e di un GPS interno ed è collegabile con uno esterno, permette inoltre di memorizzare obiettivi, le foto ed i video effettuati. Può lavorare con temperature sotto lo zero e con batterie che le permettono fino a 8 ore di funzionamento.
Nel 2010 è stato emesso il bando per l’acquisizione di 30 SAO con relativi accessori con i seguenti requisiti:
Sistema portatile (1 operatore) idoneo ad operare in condizioni diurne/notturne e di scarsa visibilità in grado di: 
determinare con elevata precisione la posizione propria e quella degli obiettivi individuati, di consentire l’osservazione del tiro delle unità di artiglieria terrestre e mortai e relativo aggiustamento, di gestire gli obiettivi mediante data-base, di integrarsi con sistemi C² in servizio (sistema informatico del fuoco-SIF) ed interoperare con quelli di prossima introduzione (SIACCON 2 (*) e relativi minori livelli ordinativi).

* Il SIACCON, SIstema Automatizzato di Comando e CONtrollo, è un sistema di C2 che permette un battle managment support per molte funzioni dell’Esercito, destinato ad automatizzare le procedure dei Posti comando delle Grandi unità in zona di operazioni. il SIACCON 2, basato sulla moderna tecnologia Services Oriented Architecture (SOA) interessa le aree funzionali denominate: Manovra, Fuoco, Intelligence Electronic Warfare (IEW) e 3a Dimensione, quella da cui dipendono i sistemi aerei di acquisizione delle informazioni.

RANGER, Radar per la sorveglianza del campo di battaglia (RSCB)

Il sistema RSCB è un radar di sorveglianza terrestre portatile per la rilevazione e la classificazione di oggetti in movimento sulla superficie terrestre, in aria (elicotteri), in acqua (piccole, medie e grandi imbarcazioni) e per l’aggiustamento del tiro d’artiglieria (scartometria). Derivato dal Squirel della Thales è costruito su licenza da Selex ES/Leonardo in oltre una ventina di esemplari il RANGER, nel 2006 è entrato in servizio  con il 41° Reggimento “Cordenons” di Sora (FR).

E’ stato impiegato in Afghanistan per la protezione delle FOB e degli avamposti e nella difesa della diga di Mosul in Iraq. Sul territorio nazionale è stato utilizzato nella campagna di sorveglianza della “Terra dei Fuochi”, del cantiere TAV di Chiomonte e nel controllo dei confini  presso i valichi di Tarvisio e di Trieste (congiuntamente alla SAO).

Montato su treppiede ha un’antenna patch a scansione meccanica di 70 x 40×25 cm che opera in banda X con una potenza media di 1 W, può operare in modalità stand-alone, controllato in remoto via cavo, fibra ottica o connessione radio. Il Ranger è in grado di operare sia di giorno che di notte ed è in grado di individuare persone in movimento fino a 9 km,  veicoli e carri armati fino a 23 km e può rilevare elicotteri a bassa quota con una sezione radar di 5-10 mq a 18 km. E’ alimentato sia da rete 220 VAC che da una batteria da 24 VDC (da veicolo VM90), ha un peso complessivo tra sensore radar e l’unità operatore di 23 kg.

"Se ci siamo, succede"...

“If we are there, it happens”  è il motto della Specialized Media Unit del Comando Truppe Alpine. Il sempre maggiore rilievo che le immagini ed i video stanno assumendo nella innovazione comunicativa e l’importanza quindi di una qualità tecnica e di contenuti  ha stimolato la Brigata Alpina Julia ad organizzare un corso per fotografi e videomaker. Personale specifico della stessa e della Brigata Taurinense, nel corso di un programma sviluppato su tre settimane,  ha potuto apprendere le tecniche e le pratiche e formarsi nell’ideazione, nella ripresa, nella gestione dei contenuti foto-video delle numerose attività operative.

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