Ai tempi del Covid: ad Aviano il primo "Elephant Walk" in Italia

Attività intensa e senza precedenti sulla base pordenonese, mobilitato tutto il 31° Fighter Wing

Lo scorso 1° giugno,  sull’aeroporto “Pagliano e Gori” di Aviano, sede del 31° Fighter Wing è stato eseguito il primo “Elephant Walk”  in Italia dal dopoguerra,
Trentuno F-16 del 510° Fighter Squadron e del 555° Fighter Squadron, completamente riforniti ed armati si sono schierati in righe da quattro sulla pista di volo, alla quale si sono affiancati i mezzi  e personale del 606° Air Control Squadron e del 31° Security Forces Squadron e una coppia di HH-60G Pave Hawk del 56° e 57° Rescue Squadron per eventuali emergenze, per le riprese. Il maggiore M. Watts assisteste direttore delle operazioni del 510° Fighter Squadron ha dichiarato che per eseguire un evento di questa portata sono stati utilizzati quasi tutti gli aerei disponibili sulla base ad Aviano, con il contributo essenziale da parte di tutto il personale tecnico del 31° Maintenance Group che ha provveduto a garantire l’efficienza di tutti i velivoli per le migliori condizioni di volo.
La situazione epidemica del Covid-19 ha modificato l’approccio a tutta l’attività del Wing, ha determinato anche un diverso approccio nella gestione organizzativa e nella pianificazione dell’evento che si sono svolte online, generando anche nuove metodiche ed innovazioni nello svolgimento delle attività quotidiane.

La lotta all’epidemia ha caratterizzato anche il programma di volo. Dopo i decolli in rapida successione di ventitre F-16 con sei minuti di postpruciatore ininterrotto una flight di sei è entrata in Slovenia a nord dove è stata affiancata da una formazione di tre Pilatus PC-9M della 152a Letalska Eskadrilja della Slovenska Vojska (Esercito Sloveno) che ha preceduto la formazione americana nel sorvolo a 1.200 metri di diverse città della Slovenia, volo durato 1 ora e 15 minuti, fino all’uscita a sud nei pressi di Izola. In questa giornata, che per la Slovenia rappresenta il giorno della fine formale dell’epidemia, iniziata il 12 marzo, il sorvolo è stato un saluto tra alleati portato alle città, agli ospedali e a tutti coloro che hanno contrastato e combattuto la diffusione di Covid-19, nonché un importante atto simbolico  per continuare a lavorare insieme nella regione e nel resto del mondo per la pace e la sicurezza.

“Elephant Walk”

Esiste una particolare denominazione in uso nella Air Force americana, che trova la sua origine durante la seconda guerra mondiale dall’impiego contemporaneo nelle missioni di bombardamento di decine ed anche centinaia di velivoli che dovevano decollare contemporaneamente, anche da più basi, per formare le imponenti formazioni per le missioni di bombardamento strategico sulla Germania o sul Giappone: Elephant Walk ovvero “passeggiata degli elefanti”.
Dalle basi di Gran Bretagna, Italia e dal Pacifico interi stormi di bombardieri pesanti B-17, B-24 e B-29 dovevano decollare su allarme o in missioni pianificate, quindi con complesse operazioni di rullaggio e di decollo a pieno carico, regolate con assoluta sincronia, in tempi ben precisi per ridurre al massimo esecuzione secondo le procedure del cosiddetto Minimum interval takeoff.
Il lungo e lento rullaggio collettivo di file interminabili di grandi bombardieri, distanziati tra loro solo da poche decine di metri e che poi a intervalli cadenziati impegnavano la pista di decollo, tra il frastuono e nuvole di polvere, assomigliava proprio ad un enorme branco di grossi pachidermi che si spostano in lunghe file tumultuose, così per queste operazioni fu coniato il termine “Elephant Walk”.
Anche nel dopoguerra e in particolare durante la Guerra fredda specie in Europa ci furono grandi operazioni aeree con lo spostamento in massa ed in meno di un’ora di interi reparti dell’USAF. L’Elephant Walk nella tattica aerea rappresenta così una dimostrazione della capacità di un intero reparto aereo di entrare in azione rapidamente e con efficienza, dove la cooperazione tra le varie componenti del reparto stesso e di tutte le professionalità umane diventa fondamentale per permettere ai piloti il decollo in formazione su allarme con aerei riforniti completamente di carburante ed armamenti.

Fonte: Airman 1st Class Ericka A. Woolever, 31st Fighter Wing Public Affairs –  Sierra5.net   Foto  USAF, dove non diversamente indicato

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