La "ARIETE", otto mesi in Afghanistan

ISAF e RS

Nell’ambito di una vasta campagna di contrasto al terrorismo internazionale, gli Stati Uniti, nel mese di ottobre del 2001, dettero avvio all’operazione Enduring Freedom con l’intento di creare un ambiente stabile e sicuro in Afghanistan con l’eliminazione delle persistenti sacche di resistenza di Al Qaeda e Taliban.
Il 20 dicembre Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite adottò una risoluzione con la quale veniva dato mandato alla NATO di costituire una forza multinazionale per proteggere e supportare il Governo dell’Afghanistan nel contrasto ai talebani, e che a breve avrebbe dato origine alla missione combat International Security Assistance Force (ISAF).
Al tempo, il Parlamento italiano autorizzò la partecipazione di un contingente di 1.000 soldati con un mandato di sei mesi, dal 15 marzo al 15 settembre 2003, avviando la missione della Task Force Nibbio, una delle più complesse e rischiose missioni italiane all’estero dalla Seconda guerra mondiale, inizialmente su base 9° Reggimento alpini Taurinense e successivamente 187° Reggimento paracadutisti della Brigata Folgore.

Dopo tredici anni, il 28 dicembre 2014, la missione ISAF ha ufficialmente termine. Con il 1° gennaio 2015 fa seguito immediatamente la missione Afghanistan Resolute Support (RS) che cambia radicalmente i contenuti operativi delle Forze impegnate nel Paese.
Le nuove funzioni sono contenute nello Status of Forces Agreement (SOFA) firmato a Kabul il 30 settembre 2014 dal Presidente afghano che definisce termini e condizioni del dispiegamento della nuova Forza multinazionale di RS ed i compiti principali, e tra questi:
– dare supporto alla pianificazione, programmazione ed impiego delle risorse finanziarie nel lungo termine;
– assicurare trasparenza, affidabilità e vigilanza in ottica anti corruzione;
– supportare l’aderenza ai principi dello stato di diritto e di buon governo;
– sostenere processi quali arruolamento, addestramento, gestione e crescita del personale, anche tramite fornitura di           materiali ed equipaggiamenti;
– intelligence;
– comunicazione strategica.

RS non prevede quindi nessuna attività di combattimento e di intervento sul terreno ma assume esclusivamente compiti e attività di formazione, consulenza e assistenza a favore delle Forze di difesa, Afghan National Army  (ANA) e lo sviluppo delle istituzioni di sicurezza afgane, Afghan Securiy Institutions  (ASI) e Afghan National Security Forces  (ANSF).

Nel corso di ISAF, con la progressiva chiusura delle varie basi avanzate italiane (FOB), l’ultima delle quali è stata la presenza sulla base aerea di Shindand (febbraio 2014), da luglio 2012 era stata attivata l’operazione nazionale Itaca 2, gestita da ITALFOR (Esercito e Aeronautica Militare), per far rientrare la gran quantità di materiali, attrezzature e mezzi militari in Italia. Il trasferimento in container o degli assetti è avvenuto utilizzando esclusivamente vettori aerei, militari e civili quali C-17, C-130J, KC-767, Ilyushin Il.76, Antonov An.124, per il trasporto fino a Dubai e poi via nave fino ai diversi porti italiani di destinazione. Questa operazione logistica estremamente delicata, è stata considerata come la più complessa che le Forze Armate italiane abbiamo mai condotto dalla fine della Seconda guerra mondiale.

La missione RS ha come centro nevralgico Kabul e quattro suddivisioni periferiche: Mazar-i Sharif a nord, Laghman a est, Kandahar a sud e Herat ad ovest. Qui, a Camp Arena, opera il Train Advise Assist Command West (TAAC-W), sotto il comando NATO, a guida italiana, composto da militari di otto nazioni, Albania, Ungheria, Lituania, Romania, Slovenia, Ucraina, Stati Uniti d’America e Italia, che operano con l’obiettivo di contribuire all’addestramento, all’assistenza e alla consulenza per la creazione di adeguate condizioni di sicurezza e sviluppo per la popolazione locale.
Il contingente italiano attualmente prevede un impiego massimo di 800 militari, 145 mezzi terrestri e 8 mezzi aerei, costituito da personale dell’Esercito proveniente dalla Multinational Land Force (MLF), con un contributo di personale e mezzi dell’Aeronautica Militare, della Marina Militare e dell’Arma dei Carabinieri.
L’area di competenza del TAAC-W è un’ampia regione, grande quanto il nord Italia, che confina con il Turkmenistan e l’Iran e comprende le quattro province di Herat, Badghis, Ghor e Farah.

Una nuova importante fase

Nel mese di settembre 2019, presso il Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito (CeSiVa) si era svolta l’esercitazione per posti comando Pegaso 4/2019 per la validazione della 132ª Brigata Corazzata Ariete. Qui è stata valutata sulle capacità di pianificazione e produzione di ordini, sul monitoraggio della situazione, sulla gestione delle informazioni e delle emergenze. In particolare, l’addestramento, ha consentito di esercitare il Comandante di reggimento e di brigata e i rispettivi staff all’esercizio del Comando e del Controllo nei confronti delle unità dipendenti, in una gamma di scenari derivati da una documentazione operativa, acquisita e aggiornata mediante un’interfaccia costante con i teatri operativi e l’analisi delle lezioni apprese nel corso di precedenti missioni.

L’11 dicembre a Camp Arena c’è stato l’ avvicendamento, tra il personale della Brigata di Cavalleria Pozzuolo del Friuli ed il subentrante della 132a Brigata Corazzata Ariete al comando del Generale di Brigata Enrico Barduani; contestualmente è avvenuto l’avvicendamento al comando della Task Force Arena, unità che garantisce supporto al TAAC-W, tra il personale del Reggimento Lagunari Serenissima di Venezia e quello del 11° Reggimento Bersaglieri di Orcenico Superiore (Pordenone).

L’ Ariete è così presente per la prima volta nel Teatro afghano come Comando Brigata, con la responsabilità del TAAC-W; della Brigata, avevano già partecipato alla missione ISAF l’11° Reggimento bersaglieri, il 132° Reggimento artiglieria Ariete e il Battaglione Logistico Ariete.
L’avvicendamento avviene ogni sei mesi, ma in questo caso il periodo è stato di otto mesi, anche per le problematiche derivate dalle norme di contenimento della pandemia Covid-19 che hanno condizionato modalità e tempistiche di preparazione e validazione della Brigata alpina Julia subentrata il 10 di agosto di quest’anno.

L’arco temporale di gestione della missione può essere contraddistinto in tre periodi, non solo per le condizioni ambientali ma anche per le caratteristiche che si sono succedute nelle relazioni con la controparte afghana.
Un primo periodo che va fino al febbraio 2020 ha visto rinsaldare e costruire rapporti nuovi con i principali interlocutori, in particolare con le Forze di polizia dei quattro Comandi provinciali della regione ovest e con il 207° Corpo d’Armata dell’Esercito afghano, nelle azioni di aiuto e di sostegno alla crescita professionale. Questa viene a rappresentare infatti una base per un rafforzamento della loro costituzionalità, in quanto anche queste sono caratterizzate da una marcata eterogeneità, evidente riflesso della forte suddivisione tribale della società afghana.
La data del 29 febbraio ha iniziato quello che potrebbe diventare un momento completamente nuovo e di portata storica. Con la firma solenne del trattato di pace, avvenuta a Doha, tra i vertici politici del movimento talebano e gli Stati Uniti, rappresentati da un inviato speciale e dal generale Austin Scott Miller, Comandante di Resolute Support e di Freedom Sentinel (una missione combat sviluppata dagli USA in accordo con il Governo afghano) si sono gettate le basi per avviare l’Afganistan verso una soluzione politica definitiva per la pacificazione per Paese.
Questo evento ha caratterizzato l’inizio di una nuova fase, che si è protratta fino ai primi di giugno, caratterizzata da un ritorno ad atti di violenza, con qualche picco nel mese di maggio, principalmente a causa delle recriminazioni dei dirigenti talebani verso il Governo afghano sul mancato adempimento di alcune delle obbligazioni concordate.
Il movimento talebano, a dimostrazione delle buone intenzioni di voler continuare le trattative con la controparte governativa, ha poi unilateralmente dichiarato due “cessate il fuoco” della durata di tre giorni ciascuno.
L’ultimo periodo, da giugno fino ad agosto, ovvero fino alla scadenza della presenza in teatro operativo della Brigata è stato caratterizzato da livelli di violenza altalenanti causati da piccoli gruppi talebani in disaccordo con la loro dirigenza che così intendevano osteggiare la ricerca di un dialogo tra le parti, ma che soprattutto intendevano esercitare pressioni sul Governo afghano per la liberazione di 5.000 talebani trattenuti nelle carceri.
Il superamento, in particolare di quest’ultimo ostacolo, ha permesso l’avvio a Doha dei colloqui di pace tra la dirigenza talebana e il Governo afghano, premessa fondamentale per avviare una fase di normalizzazione e la definizione di processo di pace, auspicato da anni.
Qualora questo processo dovesse definirsi e svilupparsi, si verrebbe a profilarsi la premessa per rivedere la presenza delle forze della coalizione o perlomeno i compiti finora affidati e svolti, forse anche in tempi inaspettatamente più brevi rispetto a quelli individuati negli accordi.
Fermo restando che, da un punto di vista militare, tali aspettative dovrebbero trovare riscontro in una reale situazione presente sul terreno e che l’analisi che si sta conducendo su alcuni indicatori ha lo scopo di verificarne la veridicità, ogni decisione potrà essere presa solamente a seguito dei risultati politici sull’andamento del dialogo intra-afghano.
L’auspicio di tutti è che la data indicata del 1° maggio 2021 possa divenire concretamente quella del termine delle operazioni in Afghanistan.9

Gli assetti nazionali del TAAC-W al 11 dicembre 2019

Task Force Arena, sotto il comando del Colonnello Lorenzo Puglisi, che rappresenta la forza di manovra ed il Comando logistico di Teatro, con sede a Herat e operante nell’area di responsabilità del TAAC-W, su base 11° Reggimento Bersaglieri di Orcenico Superiorei dall’11 dicembre 2019, dal quale dipendono:

  • IMC (Infrastructure Management Center), responsabile del procedimento per le attività tecnico/progettuali, esecutive ed amministrative;
  • JMOU (Joint Multimodal Operation Unit), costituita da personale dell’Aeronautica Militare e dell’Esercito, con il compito di gestire personale e materiali in transito dall’APOE/APOD (AirPort Of Embarkation/AirPort Of Debarkation) di Herat e comprendente un Nucleo Passeggeri ed un Nucleo Cargo, ed una cellula interforze RSOM (Reception Staging Onward Movement);
  • Comando Sanitario di Contingente comprendente gli assetti sanitari presenti presso il TAAC-W: un pronto soccorso e infermeria (ROLE 2 – Plotone Sanità con capacità di chirurgia generale mobile), nucleo disinfettori, veterinario, farmacista, MEDEVAC (Medical Evacuation);
  • Force Protection Task Group su base Battaglione Caprera del 11° Reggimento Bersaglieri, agli ordini del Tenente Colonnello Rocco Mundo con alle dipendenze:
      • Compagnia fucilieri (Alpha Coy) su base Supporto alla Manovra con compiti di base defence (towers) e gate check;

      • Compagnia fucilieri (Bravo Coy) con compiti di internal patrol/flight line security, security patrol (gda)/landing path security, Quick Reaction Force e comprende anche una componente UAV e l’assetto JTAC;
      • Compagnia  genio (Charlie Coy) su base 10° Reggimento Genio Guastatori di Cremona e Arma dei Carabinieri, costituita da assetti del genio altamente specializzati nella gestione della minaccia di ordigni esplosivi, di residuati bellici e mine supportati anche da unità cinofile appartenenti al Centro Militare Veterinario di Grosseto;
      • Plotone sistema di sorveglianza (surveillance system platoon-IFPS) che ha alle dipendenze gli assetti GBOSS, PILAR/HALO/VTCC/LYRA/MINICOLIBRI e l’assetto BDOC;
      • Close Protection Team del Comandante di TAAC-W;
      • Mobile Medical Team costituito da Ufficiali medici;
  • Forward Support Base (FSB), la componente nazionale interforze, su base Reggimento Logistico Ariete, che si occupa degli aspetti gestionali e logistici di carattere strettamente nazionale, da cui dipende:
      • Compagnia C4, unità interforze con il compito principale di assicurare le comunicazioni vitali per il comando e controllo di tutte le unità italiane. Attualmente è costituita da personale del 2° Reggimento Trasmissioni di Bolzano, 33° Reggimento EW e da assetti specialistici dell’Aeronautica Militare;
      • Plotone TRAMAT (Trasporti e Materiali) dal quale dipende l’officina, la squadra Recupero e Trasporti, il deposito carburanti, il nucleo ricambi il laboratorio armi e il team di artificieri;
      • Le squadre NCB, CFI e VTV.

Centro Amministrativo d’Intendenza, al comando del Direttore, Colonnello del Corpo di Commissariato dell’Aeronautica Militare Guglielmo Falasca, per il supporto giuridico, tecnico e amministrativo in favore del Contingente nazionale.

Joint Air Task Force (JATF), al comando del Colonnello pilota Vittorio Carminato (Senior Airfield Authority), è l’unità che gestisce l’APOD di Herat nonché tutti gli assetti dell’Aeronautica Militare ivi dislocati. L’attività si articola prevalentemente attraverso contractors per l’espletamento dei servizi aeroportuali. La JATF si avvale, altresì, del BOC (Base Operation Center) e di una serie di SME (Subject Matter Experts) nei vari servizi aeroportuali. In particolare la JATF è responsabile dell’addestramento e integrazione del personale afgano nei citati servizi aeroportuali. Ciò nelle more della transizione dell’Aeroporto all’Aviazione Civile afgana al termine della missione TAAC-W. In tal senso supervisiona anche l’attuazione dell’ammodernamento infrastrutturale dell’aeroporto per portarlo agli standard ICAO, ammodernamento operato sotto egida MAECI (Ministero degli Affari Esteri).

Task Group Fenice, su base 5° Reggimento AVES  Rigel , è l’unità dell’Aviazione dell’Esercito che gestisce gli assetti schierati in Teatro. Gli UH-90, adibiti al trasporto del personale e dei rifornimenti, gli AH-129 D Mangusta con compiti di esplorazione e scorta e il Tactical Unmanned Aircraft System (TUAS) RQ-7C  Shadow 200, UAV che fornisce supporto per la ricognizione e sorveglianza aerea day/night. E’ comandata dal Tenente Colonnello Walter Moncada.

Otto mesi di attività del TAAC-W al comando dell’Ariete

Non è semplice sintetizzare la numerosa e complessa attività svolta dal TAAC-W in poche parole senza correre il rischio fare uno sterile elenco di dati. Tutta le attività hanno seguito la pianificazione da tempo programmata, portando a conclusione quanto precedentemente avviato e attivando nuove iniziative sia in favore delle Forze di Sicurezza afgane, del 207° Corpo d’Armata dell’Esercito afgano e dei Comandi Provinciali di Polizia sia a supporto delle realtà sociali e civili del territorio. Un impegno che, con l’avvento del Covid-19, non ha subito rallentamenti ma anzi è stato ulteriormente rafforzato anche facendo ampio ricorso ai sistemi tecnologici di comunicazione.

Attività di Advising

Sul dettato della nuovo concetto del “Train the trainer”, ovvero della formazione del personale che farà da istruttore nelle rispettive unità, una trentina sono stati i corsi effettuati già nei primi tre mesi di attività del TAAC-W (tra cui Close Protection Course, Counter IED, Map Reading, Metal Detector Maintainer, Intelligence, Weapons handling, Falcon view, Self Defense) ed altri ancora.
Destinato al personale delle Forze di Sicurezza afgane il Police Field Operations Course è stato organizzato e condotto dagli istruttori del Police Advisory Team (PAT), su base 7° e 13° Reggimento Carabinieri, per approfondire e affinare le modalità e le procedure d’intervento, come l’avvicinamento e l’ingresso negli edifici, il fermo di polizia, le tecniche di perquisizione e l’ammanettamento.
Gli advisors del Operations Coordination Center Advisor Team (OCCAT), unità che assiste e consiglia la controparte afgana nella condotta delle attività presso i centri di coordinamento interforze dislocati a livello regionale, provinciale e distrettuale, hanno completato il Tactical Operational Centre Organization Course rivolto agli ufficiali dell’ OCC regionale di Herat, per organizzare e gestire autonomamente una piccola unità operativa di crisi.
Le conoscenze, teoriche e pratiche, su modalità e procedure operative in ambito informativo, sono state l’argomento del Intel Course per militari provenienti dall’Afghan National Defence Security Forces (ANDSF), organizzato e condotto dagli istruttori del PAT e del Security Force Assistance Battalion (SFAB).
Con il Counter IED Course è stato affrontato il contrasto alla minaccia degli ordigni esplosivi improvvisati e le tecniche per riconoscimento e le misure di sicurezza da adottare in uno dei corsi organizzati dagli operatori del Military Advisor Team (MAT).
Gli aspetti sulle le procedure d’investigazione sui crimini, la normativa penale e le modalità di coordinamento tra organi inquirenti sono stati oggetto di un convegno in materia giudiziaria dal titolo The rule of law, che ma messo a confronto esponenti della magistratura e rappresentanti della Polizia afgana con la partecipazione di magistrati della Procura distrettuale di Herat e di una qualificata rappresentanza dei Comandi provinciali e distrettuali della Polizia afgana, nonché del Regional Training Center della Polizia di Herat e, in videoconferenza, dei Comandanti dei dipartimenti di investigazione criminale delle province di Badghis, Ghor e Farah.

Complessivamente quasi 1.500 sono state le attività di consulenza svolte presso Camp Arena, convocando la controparte, 91 le attività condotte a domicilio presso i reparti afgani, circa 300 i militari e i poliziotti formati e oltre 5.000 i virtual engagements. Oltre a ciò sono stati organizzati 66 incontri (shure) a vario livello su temi inerenti la sicurezza, la logistica e l’efficienza dei reparti afgani che hanno consentito di migliorare e rendere più credibile ed efficace l’operato delle istituzioni e degli apparati di difesa locali.

Cooperazione civile-militare e aiuto alla popolazione

Intenso è stato l’impegno sul fronte della cooperazione civile-militare (CIMIC) e la vicinanza e il sostegno alla popolazione afgana nel difficile percorso di normalizzazione e di crescita della propria società; sono stati portati a termine dieci progetti che ben contribuiscono a migliorare le condizioni di vita.
Nella comunità di Guzarah, distretto della provincia di Herat, sono stati ristrutturati i locali che ospitano il comando della Polizia locale e donati materiali d’arredo e informatici per garantire lo svolgimento delle attività d’istituto. Si è concluso il progetto CIMIC in favore dell’orfanotrofio femminile di Herat, una storica istituzione cittadina che si occupa di assistenza all’infanzia emarginata: sono stati eseguiti alcuni lavori straordinari di manutenzione infrastrutturale e realizzati interventi di sistemazione degli impianti elettrico e idraulico nella palazzina che ospita il dormitorio e le aule per lo studio. All’ospedale regionale di Herat, principale struttura medico-sanitaria dell’area che già in passato è stata oggetto di alcuni progetti di sviluppo e miglioramento realizzati dalle forze della coalizione, sono stati donati e messi in opera materiali schermanti di radioprotezione nella sala radiologica del nosocomio e fornite apparecchiature medico-sanitarie al reparto odontoiatrico, rendendo la struttura più funzionale e potenziando le capacità di fornire prestazioni. Altre donazioni di apparecchiature e materiale tecnico hanno beneficiato l’ospedale per il recupero dalle tossicodipendenze di Guzarah, struttura realizzata nel 2013 con l’aiuto dell’allora PRT (Provincial Reconstruction Team) e diventata oggi, grazie anche al costante supporto del contingente italiano, centro di riferimento terapico per l’intera provincia di Herat. Nel villaggio di Mahala Dasht, situato nel distretto di Guzarah, ed a poca distanza da Camp Arena è stato realizzato un pozzo artesiano che consentirà l’approvvigionamento idrico per centinaia di famiglie della zona.
Donazioni di 1300 Food kits contenenti generi alimentari di prima necessità (riso, farina, legumi, olio, zucchero, oltre a coperte) sono state destinate alle famiglie indigenti alle comunità di Guzarah, Injil e della provincia di Herat; beni alimentari e di consumo sono stati donati alla “Pir-E-Herat Foundation”, un ente che gestisce il Centro di riabilitazione per disabili di Herat, che ospita e cura oltre 700 tra bambini, donne e uomini, abbandonati e senza assistenza. Libri e materiale didattico per bambini, sono stati donati all’orfanotrofio di Herat, mentre una seconda donazione, di materiali scolastici, d’arredo e di consumo, ha interessato il Dipartimento dell’Educazione di Herat, da cui dipendono tutti gli istituti educativi pubblici della provincia, a sostegno delle attività dei plessi che si trovano ad operare  in condizioni di maggiore difficoltà . Sempre rivolta al compartimento della scuola è stata attivata anche una raccolta fondi tra i militari “pordenonesi” della missione che si è affiancata al sostegno che il Comune di Pordenone ha rivolto a iniziative benefiche e di sostegno legate all’emergenza Covid-19.
Organizzata dal cappellano militare del contingente, don Gianmario Piga, è stata l’iniziativa ricreativa e di solidarietà per i bambini orfani dei caduti del 207° Corpo d’Armata. Accolti dal personale del TAAC-W, hanno trascorso momenti di intrattenimento e di gioco, sono stati donati loro giochi, zainetti, materiale scolastico e coperte, acquistati con le offerte volontarie da parte del personale militare del TAAC-W ed un assegno di 1.500 euro è stato donato alle famiglie degli orfani.
Grande attenzione viene rivolta all’importanza ed allo sviluppo del ruolo delle donne nella società afgana, per le quali l’accesso al lavoro e l’affermazione professionale presentano ancora ostacoli e notevoli difficoltà. In quest’ambito il Dipartimento per gli Affari Femminili (DeWA, Department of Woman Affairs) di Herat ha ricevuto vario materiale informatico, tecnico e d’ufficio per sostenere e facilitare lo svolgimento delle attività istituzionali dell’ente. Per promuovere la figura femminile nel contesto sociale e lavorativo, in occasione della giornata internazionale della donna, è stato organizzato il Women Day, presso il Camp Zafar, sede del 207° Corpo d’Armata. Le donne in uniforme, la cui presenza tra i ranghi dell’ANA è in rapido e costante aumento, unitamente alla loro funzione e ai compiti assegnati nell’ambito della struttura militare, sono stati i temi al centro degli interventi che hanno caratterizzato la giornata, condotta all’insegna del rispetto dei diritti delle donne e alla promozione delle pari opportunità: le donne soldato hanno raggiunto infatti un livello di preparazione e di addestramento che consente loro di operare in tutti i settori al pari dei colleghi uomini.

Attività addestrative della Task Force

Accanto alle attività di advising rivolte alle componenti afghane presenti nell’area di competenza della TAAC-W, sulla base di Herat diverse sono anche le attività che vengono svolte di routine o in via addestrativa dalle varie componenti della Task Force Arena
La Joint Multimodal Operation Unit (JMOU) unità formata da personale dell’Aeronautica Militare e dell’Esercito, con il compito di gestire il movimento di passeggeri e materiali in transito dallo scalo aeroportuale di Herat e di svolgere operazioni di Reception Staging Onward Movement (RSOM) ha eseguito quasi quotidianamente la movimentazione di un ingente quantitativo di mezzi e materiali impiegati dai contingenti in avvicendamento in teatro, gestendo un ponte aereo con vettori Antonov An.124 e Ilyushin Il.76.
A supporto degli assetti di Force Protection operano unità cinofile indicate con la sigla K9, con il compito di contribuire alla sicurezza del personale e delle installazioni militari, in particolare nelle operazioni di ricerca di ordigni e materiali esplosivi (EDD, Explosive Detection Dog). I binomi K9, formati da conduttore e cane, sono stati impiegati principalmente nel controllo degli autoveicoli e del personale in ingresso a Camp Arena ma hanno svolto anche attività di ricerca di esplosivi sul terreno (Route Clearence), affiancando il personale nelle attività operative di controllo e vigilanza di aree e punti sensibili, nel trasporto tattico e su qualsiasi tipo di mezzo militare, grazie alla loro “capacità combat”
In previsione dei lavori di ampliamento della zona aeroportuale si è conclusa un’ attività di bonifica con il ritrovamento di un ingente quantitativo di munizionamento. Il team IEDD (Improvised Explosive Device Disposal) ha poi provveduto a far brillare gli esplosivi disposti in un fornello scavato dagli specialisti del Genio.
Diversi sono stati anche gli eventi esercitativi quale la ricerca ed il salvataggio di personale disperso (Personnel Recovery) in ambiente diurno ed in condizioni non permissive. All’attività hanno preso parte assetti ad ala rotante del Task Group Fenice, con due elicotteri da esplorazione e scorta AH-129D e due elicotteri multiruolo UH-90A, una squadra elitrasportata, specializzata nel Personnel Recovery, ed elementi JTAC (Joint Terminal Attack Controller), oltre alle necessarie componenti sanitaria e di sicurezza. Coordinata dalla sala operativa del TAAC-W, che si è avvalsa, per il monitoraggio delle diverse fasi dell’attività, del supporto fornito dal Tactical Unmanned Aerial Vehicle Shadow 200, si è sviluppata in una prima fase di pianificazione ed elaborazione speditiva degli ordini e in una successiva fase di condotta, terminata con il recupero del personale militare rimasto vittima di un incidente aereo simulato.
Attività specifiche a favore dei propri JTAC sono state svolte anche in collaborazione con assetti ad ala fissa statunitensi. Utilizzando i movimenti in quota di due F-35 si è potuta svolgere una serie di esercizi pratici di gestione del supporto a fuoco, testando le procedure NATO di aereo cooperazione e verificando il corretto funzionamento e l’interoperabilità dei sistemi di comunicazione. In termini addestrativi si son potute verificare le capacità di esplorazione e osservazione dell’area d’intervento, di acquisizione e sfruttamento degli obiettivi da colpire e di familiarizzazione con gli strumenti optoelettronici.

Ricorrenze e commemorazioni

Mentre il primo febbraio la Brigata Ariete festeggiava il 91° anniversario della propria costituzione, il Task Group Fenice ha segnato il traguardo delle 13.500 ore volate con i Mangusta AH-129 C e D negli ultimi 13 anni in Afghanistan da parte del 5° e 7° Reggimento dell’AVES, mentre l’elicottero da trasporto tattico NH-90A, presente in Teatro dall’agosto 2012 ha raggiunto le 5.000 ore di volo, svolgendo più di 2.000 missioni operative.
Con il collocamento di una targa e l’intitolazione dei locali dell’officina mantenimento mezzi leggeri della base, la Brigata ha voluto ricordare il Caporal Maggiore Capo Gaetano Tuccillo, allora effettivo al Battaglione Logistico Ariete, rimasto vittima durante lo svolgimento di un’attività operativa il 2 luglio 2011, a causa dell’esplosione di un ordigno al passaggio della pattuglia in prossimità del villaggio di Bakwa,
A Camp Arena è tradizione che le Brigate che si sono avvicendate nell’operazione RS lascino a conclusione del loro mandato una testimonianza del loro operato nell’area monumentale del piazzale (Piazza Italia) che ospita le bandiere dei paesi che compongono il TAAC-W. Il monumento che testimonia il mandato della Brigata è composto da un cingolo di carro Ariete su cui è innestata una lancia da cavaliere, ben rappresenta l’identità e lo spirito della Brigata, strutturata appunto su due reggimenti carri ed uno di cavalleria. Ai piedi del monumento è stato affisso un calco raffigurante il simbolo della Brigata, con scolpito il motto “Ariete combatte”.

Termina il mandato

L’11 agosto scorso, dopo otto mesi, si è svolta la cerimonia di avvicendamento alla guida italiana del TAAC-W di RS tra il personale della 132ª Brigata corazzata Ariete, al comando del Generale di Brigata Enrico Barduani e il subentrante della Brigata alpina Julia, al comando del Generale di Brigata Alberto Vezzoli, nonché il contestuale l’avvicendamento alla guida della Task Force Arena, l’unità che garantisce il supporto operativo e logistico al TAAC-W, tra l’11° Reggimento Bersaglieri di Orcenico Superiore (Pordenone), al comando del Colonnello Lorenzo Puglisi, e l’8° Reggimento Alpini di Venzone (Udine) al comando del Colonnello Franco Del Favero.
Si è conclusa così un’esperienza oltremodo positiva e formativa quella della Brigata Ariete che lascia il Teatro afghano con la certezza di aver svolto con impegno e assolto nel migliore dei modi i compiti e le responsabilità assegnate. Esperienza che si somma a quelle degli assetti operativi forniti alle principali e molteplici missioni internazionali svolte nel passato e nell’ultimo biennio, dalla Somali alla Libia, dalla Lettonia a Gibuti. A queste si aggiunge il contributo fornito all’operazione “Strade Sicure” sulle piazze di Milano e Brescia, Roma, Val di Susa e nelle aree dell’Italia centrale colpite dal sisma del 2016. Alle attività di supporto alle forze dell’ordine e di polizia si è recentemente affiancata anche la sorveglianza al valico confinario di Tarvisio. Durante la fase critica dell’emergenza Covid-19, in linea con gli interventi assistenziali messi in atto dall’Esercito a livello nazionale, la Brigata ha fornito supporto inviando proprio personale sanitario nelle strutture ospedaliere delle aree più colpite, Piacenza, Cremona e Brescia. Assetti di bonifica dell’ Ariete hanno effettuato attività di igienizzazione e sanificazione in favore di numerose amministrazioni comunali dell’area veneto-friulana che ne hanno fatto richiesta.

Il 25 settembre,dopo poco più di un mese dal rientro, alla caserma “Pietro Mittica” di Pordenone, sì è tenuta la cerimonia di avvicendamento al Comando della Brigata Ariete: al Generale di Brigata Enrico Barduani, sessantesimo Comandante dell’ Ariete, è subentrato il Generale di Brigata Roberto Banci, bersagliere di origine, proveniente dal COMFOTER e COE di Roma.
Il Generale Barduani, dopo esser stato quasi due anni al comando di quella che ha definito “una delle più belle realtà operative della Forza Armata” andrà a ricoprire un importante incarico presso il Comitato Militare dell’Unione Europa a Bruxelles.

L’esperienza degli otto mesi al comando del TAAC-W di Herat nel racconto del Generale Enrico Barduani, Comandante della Brigata Ariete, che Extra-Reports ha incontrato qualche giorno prima del passaggio di comando della Brigata al parigrado Roberto Banci.

La 132ª Brigata Corazzata Ariete

La 132ª Brigata Corazzata Ariete è una Grande Unità dell’Esercito, inserita nel Corpo d’Armata di Reazione Rapida della NATO, alle dipendenze della Divisione “Vittorio Veneto” di Firenze. Ha il suo quartier generale a Pordenone ed i suoi reparti sono basati in Friuli e a Cremona. Nata a Milano nel 1937 come Brigata Corazzata Ariete, venne trasformata in Divisione nel 1939 diventando la 132ª Divisione Corazzata Ariete; durante la Seconda guerra mondiale ha combattuto in Africa settentrionale dove, nella serie di battaglie di El Alamein, rimase praticamente distrutta. Venne disciolta nel settembre 1943, dopo la difesa di Roma. Ricreata nel 1948 come Brigata Corazzata, fu oggetto dei numerosi accorpamenti, scioglimenti e denominazioni che negli anni si susseguirono. Con la riforma del 2013 la Brigata ha assunto la configurazione attuale.

32° Reggimento Carri di Tauriano di Spilimergo (PN)
–  Comando di reggimento
–  Compagnia Comando e Supporto Logistico “Balbia”
–  3° Battaglione carri “M.O. Galas”, con carri Ariete
     – 1ª Compagnia “Leoni di Bardia”
     – 2ª Compagnia “El Mechili”
     – 3ª Compagnia “Beda Fomm”

132° Reggimento carri di Cordenons (PN)
–  Comando di reggimento
–  Compagnia Comando e Supporto Logistico “Bengasi”
–  8° Battaglione carri “M.O. Secchiaroli”, con carri Ariete
     –  1ª Compagnia “Rugbet el Atash”
     –  2ª Compagnia “El Alamein”
     –  3ª Compagnia “Tobruch”

11° Reggimento Bersaglieri di Orcenico Superiore (PN)
–  Comando di reggimento
–  Compagnia Comando e Supporto Logistico “Sciara Sciat”
–  11° Battaglione Bersaglieri “Caprera”
     –  1ª Compagnia fucilieri “Jamiano”
     –  2ª Compagnia fucilieri “San Michele”
     –  3ª Compagnia fucilieri “Nasiriya”
     –  Compagnia supporto alla manovra “Assaba”

132° Reggimento artiglieria terrestre (semovente) “Ariete” di Maniago (PN)
–  Batteria Comando e Supporto Logistico “Tobruch”
–  Batteria Sorveglianza, Acquisizione Obiettivi e Collegam.to Tattico SAOC
–  1° Gruppo semoventi “El Alamein”, con obici semoventi PzH 2000
     –  1ª Batteria pezzi “Rughet El Atash”
     –  2ª Batteria pezzi “Bir Hacheim”
     –  3ª Batteria pezzi “El Mechili”
     –  Batteria Tiro e Supporto Tecnico “Bir el Gobi”

5° Reggimento “Lancieri di Novara” di Codroipo (UD)
–  Squadrone Comando e Supporto Logistico “Pozzuolo”
–  Gruppo Squadroni, con VBL Puma e blindo Centauro
     –  1° Squadrone esplorante “Macerone”
     –  2° Squadrone esplorante “Jagodnji”
     –  3° Squadrone esplorante “Montebello”
     –  4° Squadrone blindo pesanti “Deir el Qattara”

10° Reggimento genio guastatori di Cremona
–  Compagnia di Supporto Logistico “Valanga”
–  Battaglione Genio Guastatori “Ticino”
     –  1ª Compagnia Guastatori “Giaguaro”
     –  4ª Compagnia Guastatori “Uragano”
     –  5ª Compagnia Supporto alla Mobilità “Teste Dure”
     –  6ª Compagnia Supporto allo Schieramento “Tempesta”

Reggimento logistico “Ariete” di Maniago (PN)
–  Compagnia Comando e Supporto Logistico
–  Compagnia Trasporti
–  Compagnia Rifornimenti
–  Compagnia Mantenimento

Reparto Comando e Supporti Tattici “Ariete” di Pordenone
–  Compagnia Comando e Supporto Logistico
–  Compagnia Trasmissioni

Ariete combatte

(Autore: Federico Grattoni – Fonti: SMD, SME, Brigata Ariete, RID – Foto-immagini: SMD, SME, Brigata Ariete, Federico Grattoni, Wikipedia) – 14 ottobre

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