Libano - UNIFIL (United Nations Interim Force in Lebanon)

La missione UNIFIL è nata con la Risoluzione 425 adottata in data 19 marzo 1978 da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, a seguito dell’invasione del Libano da parte di Israele (marzo 1978). Successive Risoluzioni hanno prorogato, con cadenza semestrale, la durata della missione.
A seguito di un attacco alle Israeli Defence Force (IDF), avvenuto il 12 luglio 2006, a Sud della Blue Line nelle vicinanze del villaggio israeliano di Zar’it, da parte di elementi Hezbollah, vennero uccisi otto soldati israeliani mentre altri sei vennero feriti e due catturati da dette milizie. Al rifiuto della richiesta di rilascio, Israele iniziò una campagna militare in Libano mirata ad annientare le milizie di Hezbollah ed altri elementi armati; in conseguenza di ciò, milizie Hezbollah condussero degli attacchi contro infrastrutture civili israeliane nel Nord di Israele. L’escalation delle ostilità portò le IDF a condurre una vasta campagna militare nel Nord della Blue Line contro le milizie armate di Hezbollah.
A partire dal 16 agosto 2006, in accordo alla Risoluzione 1701 (2006), le IDF hanno iniziato il ritiro dal sud del Libano verso la Blue Line; tale ritiro, verificato da UNIFIL, è coinciso con il parallelo dispiegamento, deciso dal Governo libanese il 7 agosto 2006, di quattro Brigate delle Lebanese Army Forces (LAF) a sud del fiume Litani, iniziando a prendere il controllo delle aree precedentemente occupate dalle IDF. In tale contesto le unità di UNIFIL, su richiesta del Governo libanese, hanno agito come “forze cuscinetto” tra le IDF e le LAF.
 Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, nel richiedere la cessazione delle ostilità fra Hezbollah e lo Stato di Israele e sollecitare l’intervento delle Nazioni per assumere una vasta gamma di responsabilità di carattere politico, umanitario e militare, ha previsto il potenziamento del contingente militare di UNIFIL (che a quel momento contava circa 2.000 u.) fino ad un massimo di 15.000 uomini, da schierare in Libano in fasi successive, espandendo l’area di operazioni a tutto il territorio libanese a sud del fiume Litani.
 Il 29 agosto 2006, al termine delle operazioni di imbarco dei materiali e degli assetti del Reggimento “San Marco”, del Reggimento lagunari “Serenissima”, unità di supporto (NBC, EOD, genio) dell’Esercito e del plotone di Polizia Militare dei Carabinieri, partiva dall’Italia il Gruppo Anfibio interforze (JATF-L).
 Il 18 settembre 2006 veniva completato il trasferimento degli assetti della JLF-L e del Comando della stessa nella Base di Tibnin (futura sede del Comando del Settore Ovest).
 Il 1° novembre 2006 il Comandante della Joint Landing Force – Lebanon assumeva la responsabilità del Settore Ovest dell’AoR (Area of Responsibility) di UNIFIL e, contestualmente, della Brigata Ovest della forza ONU, composta da due battaglioni italiani, un battaglione francese ed un battaglione ghanese.
 La JLF-L, composta da circa 1.000 militari al comando del Contrammiraglio Claudio Confessore fino al suo rientro l’8 novembre 2006, vide la partecipazione di personale appartenente al Reggimento “San Marco” della Marina Militare, al Reggimento lagunari “Serenissima” ed unità di supporto (NBC, EOD, genio) dell’Esercito, del plotone di Polizia Militare dei Carabinieri.

Prima della crisi di luglio/agosto 2006 la missione delle forze UNIFIL era quella di verificare il ritiro delle truppe israeliane dal Libano, assistere il Governo libanese nel ristabilire la propria autorità nell’area ripristinando così la sicurezza e la stabilità internazionale.

Con la Risoluzione 1701 dell’11 agosto 2006 il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha previsto il potenziamento del contingente militare di UNIFIL con lo scopo di:
– monitorare la cessazione delle ostilità (permanente);
accompagnare e sostenere le Lebanese Armed Forces (LAF) nel loro rischieramento nel Sud del paese, comprendendo la Blue Line, non appena Israele ritira le sue Forze Armate dal Libano; coordinare il ritiro delle IDF dai territori libanesi occupati ed il ridispiegamento delle LAF negli stessi territori una volta lasciati liberi dagli israeliani;
– estendere la propria assistenza per aiutare ad assicurare un corridoio umanitario alla popolazione civile ed ai volontari nonchè assicurare il rientro in sicurezza degli sfollati; assistere le LAF nel progredire verso la stabilizzazione delle aree; 
– intraprendere tutte le necessarie azioni nelle aree di schieramento delle sue forze e, per quanto nelle proprie possibilità, assicurare che la sua area di operazioni non sia utilizzata per azioni ostili di ogni tipo. Reagire con la forza a tentativi di impedire l’assolvimento del proprio compito sotto il mandato del Consiglio di Sicurezza, per proteggere il personale ONU, le infrastrutture, le installazioni e gli equipaggiamenti, per garantire la sicurezza e la libertà di movimento del personale dell’ONU e delle organizzazioni umanitarie, e senza pregiudizi verso la responsabilità del Governo del Libano, per proteggere i civili da imminenti minacce di violenza fisica.

 Attualmente UNIFIL continua a monitorare il rispetto del cessate il fuoco ed il rispetto della Blue Line. Le attività operative attualmente svolte da UNIFIL consistono in: osservazione da posti fissi; condotta di pattuglie (diurne e notturne); realizzazione di check-points; collegamento con le Forze Armate libanesi; pattugliamento marittimo.

La consistenza massima annuale autorizzata dall’Italia per il contingente nazionale impiegato nella missione è di 1.076 militari, 278 mezzi terrestri e 6 mezzi aerei. In ambito nazionale l’operazione è denominata “Leonte”.

Da 7 agosto 2018, l’Italia per la quarta volta ricopre l’incarico di Head of Mission e Force Commander di UNIFIL con il Generale di Divisione dell’Esercito Stefano Del Col, alle cui dipendenze operano circa 10.300 militari provenienti da 45 paesi. Il Generale di Brigata dell’Esercito Davide Scalabrin, dal 3 febbraio 2021 è al comando del Settore Ovest di UNIFIL (United Nations Interim Force in Lebanon) e della Joint Task Force italiana in Libano (JTF L-SW), principalmente composta da militari della Brigata “Taurinense”, alla seconda partecipazione alla missione UNIFIL nel “Paese dei cedri”.

Nel dettaglio, nella Task Force sono presenti i seguenti assetti nazionali:

– il Comando del Settore Ovest (SW) di UNIFIL (HQ) stanziato nella base “Millevoi” in Shama;

– il Centro Amministrativo d’Intendenza (C.A.I.) di stanza nella base di Shama, il cui direttore, il Colonnello Vincenzo Arcamone, dirige e coordina le attività logistico – amministrative del complesso di unità organiche alle quali il Centro Amministrativo d’Intendenza è di supporto;

– un’unità di supporto alle attività operative (HQ Support Unit dislocata presso la base di Shama) un’unità di supporto alle attività operative (HQ Support Unit dislocata presso la base di Shama) al comando del Tenente Colonnello Andrea Cubeddu, che garantisce il supporto diretto al Settore Ovest attraverso assetti del 5° reggimento genio guastatori di Macomer (NU), le unità tecnico – specialistiche fornite dal battaglione “Leonessa” del 11° reggimento trasmissioni di Civitavecchia, nuclei cinofili del Centro Militare Veterinario di Grosseto e personale armeno;

– una task force di manovra (ITALBATT, dislocata presso la base di Al Mansouri e siti operativi avanzati), su base 3° reggimento bersaglieri di Teulada al comando del Colonnello Carlo Di Pinto. ITALBATT contribuisce con i Battle Groups delle altre nazioni al controllo della “Blue Line” e del territorio del Sud del Libano in assistenza alle forze armate libanesi. Alle dipendenze di ITALBATT opera un Gruppo supporto di aderenza (Combat Service Support Battallion – CSS BN) che garantisce il sostegno logistico al Settore Ovest attraverso le proprie componenti trasporti, rifornimenti, mantenimento, assetti sanitari e nuclei di disinfezione;

– un elemento di supporto nazionale (IT NSE dislocato presso la base di Shama), su base Reggimento logistico “Garibaldi” di Persano al comando del Colonnello Fabio Nagni, alle cui dipendenze opera la Joint Multimodal Operation Unit, assetti dell’11° reggimento trasmissioni “Leonessa” e specialisti del 7° Reggimento NBC di Civitavecchia.

Inoltre, fanno parte del contingente nazionale:

– una componente di Polizia Militare dell’Arma dei Carabinieri (dislocata presso la base di Shama);

– la componente dell’Aviazione dell’Esercito (Task Force “ITALAIR”), su base 2° Reggimento AVES “Sirio” di stanza a Lamezia Terme, agli ordini del Colonnello Antonio Giovanni Villani, costituita da elicotteri AB-212, con compiti d’evacuazione sanitaria, ricognizione, ricerca, soccorso e collegamento. Ha base a Naqoura ed è posta alle dipendenze dal comandante di UNIFIL;

– il Military Community Outreach Unit (MCOU) che opera a Naqoura a leadership 28° reggimento comunicazioni operative “Pavia” di stanza a Pesaro.

Presso il Dipartimento per le Operazioni di Mantenimento della Pace (Department of Peacekeeping Operations – DPKO) dell’ONU a New York, su decisione del Segretario Generale delle Nazioni Unite, è stata istituita una Cellula di Direzione Strategica (Military Strategic Cell – MSC) della missione UNIFIL con il compito di fornire le linee guida e la direzione strategico militare al responsabile della componente militare di UNIFIL.
Nell’ambito del Sector West, operano unità di Armenia, Bielorussia, Brunei Darussalam, Corea del Sud, Ghana, Irlanda, Kazakistan, Macedonia del Nord, Malesia, Malta, Polonia, Serbia, Slovenia, Tanzania e Ungheria.

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