Egitto - Multinational Force and Observers (MFO)

La Multinational Force and Observers (MFO) è un’organizzazione internazionale indipendente per il mantenimento della pace tra la Repubblica Araba d’Egitto e lo Stato d’Israele, sancita dal Trattato di Pace firmato il 26 marzo 1979 presso la Casa Bianca tra i leader di Egitto e Israele, alla presenza del Presidente statunitense Carter in qualità di garante. 
La MFO fa capo ad un Direttore Generale. Questi esercita la sua autorità per mezzo del suo staff presso il Quartiere Generale a Roma, attraverso i suoi Rappresentanti a Il Cairo e a Tel Aviv e per mezzo del Comandante della Forza (Force Commander). Quest’ultimo dispone, a sua volta, di uno staff militare dislocato in Egitto, nella penisola del Sinai.
La MFO è insediata nella fascia orientale della Penisola del Sinai (denominata “area Charlie”) e oggi consta di una base principale nel Sud del Sinai (South Camp), situata direttamente sul mare presso la città di Sharm el Sheikh, una Forward Operating Base nella Nord del Sinai (FOB-N), nei pressi della città di El Gorah, posta a circa 45 km dal mare e circa 35 km dal confine Israeliano, e da diversi siti remoti dislocati, da Sud a Nord, lungo la fascia orientale della Penisola del Sinai.
La missione dell’MFO è quella di “osservare”, “verificare” e “riportare” possibili violazioni al Trattato di Pace e facilitare il dialogo militare tra Egitto e Israele, al fine di garantire la e promuovere la massima trasparenza e mantenere un clima di pace duratura in Sinai tra i due Stati. La missione viene svolta mediante l’impiego di:
– posti d’osservazione fissi (siti remoti), alcuni dei quali risultano oggi remotizzati mediante l’impiego di sistemi di videosorveglianza ad alta tecnologia e definizione;
– team di osservazione mobili (MOT – Mobile Observation Teams); 
– assetti navali (nr 3 pattugliatori costieri Classe Esploratore forniti dall’Italia);
assetti aerei (nr 8 elicotteri UH60 e nr 1 aereo C-12 forniti dagli USA, oltre a nr 1 aereo CASA fornito dalla Repubblica Ceca).

Per quanto attiene il Contingente italiano, denominato Coastal Patrol Unit (CPU) in ambito MFO, ad esso e’ demandato il compito di pattugliare lo stretto di Tiran, unico collegamento tra il Golfo di Aqaba al Mar Rosso, e i suoi approcci da Sud e da Nord (zona compresa fra il parallelo di Ras Mohammed e quello di Dahab, per un estensione da nord a sud di circa 47 miglia), con il compito principale di garantire la libertà di navigazione nel Golfo e riportare possibili violazioni dell’art. 5 del Trattato di pace tra Egitto e Israele. Alla CPU e’ chiesto di garantire un pattugliamento pari al 50% (6 mesi su 12) di cui il 30% in arco notturno. La CPU ottempera a quanto richiesto  attraverso cicli di appronatmento operativo che vedono mediamente le 3 Unita’ Italiane alternarsi in mare (on task) per 5 giorni su 7 durante l’intero arco dell’anno. 

Per ultimo ma non meno importante, gli assetti navali della CPU svolgono anche i normali compiti istituzionali demandati alla Forza Armata fra cui il supporto alle autorità locali nelle operazioni di ricerca e soccorso in mare e di tutela dell’ambiente marino.
Attualmente la consistenza massima annuale autorizzata dall’Italia per il contingente nazionale impiegato nella missione è di 75 militari e 3 mezzi navali.

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