JESOLO AIR SHOW 2026

di Marcello Cosolo

Oltre duecentomila persone con il naso all’insù, un litorale trasformato in una monumentale platea a cielo aperto e le migliori espressioni dell’aviazione  a darsi il cambio in volo. La 28esima edizione dello  si consegna alla storia come una delle manifestazioni aeronautiche più significative degli ultimi anni sul territorio italiano. Un evento capace di coniugare lo spettacolo puro della grande acrobazia collettiva con l’altissima rilevanza geopolitica, tecnologica e logistica delle forze in campo.

Se il gran finale ha visto, come da tradizione, il commovente e impeccabile abbraccio tricolore della Pattuglia Acrobatica Nazionale, la vera spina dorsale di questa edizione è stata internazionale e strategica. A ridefinire gli standard dell’evento sono stati il debutto europeo dei “Cavalieri” degli Emirati Arabi Uniti, gli Al Fursan, a bordo del loro nuovo jet di manifattura cinese, e l’impeccabile macchina organizzativa e di supporto garantita a terra dal 51° Stormo dell’Aeronautica Militare di Istrana.

L'esordio degli Al Fursan: la geopolitica del volo sul litorale veneto

Il momento più atteso dagli analisti di settore e dagli appassionati è stato senza dubbio l’ingresso in scena della pattuglia acrobatica nazionale emiratina. Gli Al Fursan (I Cavalieri) hanno scelto proprio la vetrina di Jesolo per una delle loro primissime apparizioni ufficiali nel vecchio continente con la nuova flotta. Il team ha infatti completato la transizione tecnologica verso l’ Hongdu L-15 Lie Ying (Falcon), un addestratore supersonico avanzato di fabbricazione cinese.

La scelta di questo vettore rappresenta un punto di svolta tecnico: i sette jet solisti, dipinti nella loro inconfondibile livrea nera e oro – i colori che richiamano la maestosità del deserto e la ricchezza del petrolio, originariamente disegnati con il contributo di uno studio stilistico italiano – hanno messo in mostra doti di manovrabilità eccellenti. La transizione al L-15 introduce comandi fly-by-wire e prestazioni aerodinamiche che i piloti emiratini hanno saputo sfruttare per disegnare figure geometriche di estrema precisione. I loro fumi densi e colorati hanno prima composto i colori della bandiera degli Emirati Arabi Uniti per poi sfociare nella complessa e spettacolare figura della “Palma di Dubai“, mandando un messaggio di fratellanza e cooperazione internazionale applaudito a lungo dalla folla in spiaggia.

Il fattore Istrana: il 51° Stormo e la complessa macchina logistica

Un rischieramento estero di tale portata tecnica non si improvvisa. Il successo dei Cavalieri emiratini è indissolubilmente legato al supporto logistico e operativo fornito dall’Aeronautica Militare Italiana, che ha visto nel 51° Stormo di Istrana il fulcro nevralgico dell’intera macchina organizzativa.

La base aerea trevigiana ha aperto le proprie porte e le proprie piste alla flotta emiratina. Per l’intera durata della manifestazione, gli Hongdu L-15 cinesi sono stati ospitati, riforniti e manutenuti presso gli hangar di Istrana. Gli specialisti e gli avieri dello Stormo hanno lavorato in perfetta sinergia con i colleghi arabi, gestendo i servizi aeroportuali, il coordinamento dello spazio aereo e l’assistenza tecnica a terra. Questa cooperazione internazionale ha rinsaldato un profondo legame storico tra la base militare e il litorale veneziano, un sodalizio territoriale recentemente celebrato anche a livello urbanistico con l’installazione permanente di un AMX del 51° Stormo in viale del Marinaio a Jesolo, eretto a monumento ufficiale e testimonianza del legame tra la città e i suoi cieli.

Un programma di volo specchio dell'innovazione tecnologica

Oltre alla spettacolare parentesi mediorientale, lo Jesolo Air Show ha offerto una panoramica completa del potere aereo contemporaneo, storico e civile. Il Reparto Sperimentale Volo della nostra Aeronautica Militare ha letteralmente fatto vibrare la costa portando al limite le capacità dell’Eurofighter Typhoon, pilastro della difesa aerea europea, e dimostrando la versatilità del biturboelica da trasporto C-27J Spartan, capace di evoluzioni quasi impensabili per un cargo. Gli occhi degli esperti si sono concentrati anche sul T-346A, l’addestratore avanzato italiano su cui si formano i piloti da caccia di ultima generazione.

Il salto nel futuro è arrivato con le dimostrazioni operative dei caccia di quinta generazione F-35 Lightning II. Sia la versione A (a decollo convenzionale) che la versione B (a decollo corto e atterraggio verticale) hanno dato prova della loro tecnologia stealth e della capacità di volo stazionario sul mare, simulando scenari d’intervento ad alta complessità.

La componente d’istituto e di soccorso ha visto l’elicottero HH-139B del 15° Stormo simulare un salvataggio in mare (SAR), operazione applaudita dal pubblico e affiancata dai passaggi dei vettori aerei della Guardia di Finanza  dei Vigili del Fuoco e dei Carabinieri, quotidianamente impegnati nella sicurezza nazionale.

La storia, il volo civile e l'apoteosi Tricolore

Non è mancato il fascino del volo d’epoca, grazie alla Jonathan Collection che ha riportato in cielo le storiche e poetiche geometrie delle repliche dello SPAD XIII e del mastodontico trimotore Caproni Ca.3, offrendo un contrasto romantico con la tecnologia dei jet moderni. Il comparto civile è stato degnamente rappresentato dalle acrobazie millimetriche del WeFly! Team – l’unica pattuglia al mondo in cui due dei tre piloti sono disabili , oltre al dinamismo puro espresso dal campione d’acrobazia Andrea Pesenato.

L’epilogo, come da copione, è stato un trionfo emotivo. Il rombo possente dei motori Viper dei dieci MB-339 delle Frecce Tricolori ha riempito l’aria. La formazione guidata dal Capo Formazione ha eseguito il suo iconico programma, culminando nel “Solo” che ha sfidato le leggi della fisica, prima che l’intera pattuglia stendesse sul mare il tricolore più lungo del mondo sulle note del “Nessun Dorma“.

Si chiude così un’edizione dello Jesolo Air Show destinata a rimanere negli annali. Un evento che non è stato solo una grandiosa festa popolare, ma una formidabile vetrina di diplomazia aeronautica e di efficienza logistica territorial

Testo e immagini di Marcello Cosolo