Covid-19, Aeronautica in campo per l’adattamento di maschere da snorkeling in dispositivi medici

Il Reparto Sperimentale di Volo stampa in 3D e certifica i raccordi per installare filtri FFP3 sulle maschere facciali da snorkeling
 
(Fonte UGCSM UPI Foto AM) -18 aprile –  Il RSV dell’Aeronautica Militare ha concluso la sperimentazione dei raccordi per le maschere facciali da snorkeling trasformate in dispositivi di protezione medica. Il primo lotto di maschere e connettori è stato donato il 17 aprile al Policlinico Casilino di Roma.
 
L’adattamento delle maschere da snorkeling in dispositivi di protezione si è concretizzato nella stampa 3D di raccordi mod. “ARTA” che consentono l’installazione di due filtri FFP3 sulle maschere. Tale soluzione, destinata solo a particolari situazioni di emergenza in cui gli ordinari dispositivi di protezione respiratoria non sono disponibili, potrà essere adottata come protezione da parte del personale medico e sanitario in un utilizzo prolungato e con la garanzia di un corretto flusso filtrato d’aria sia in ingresso che in uscita. Nei prossimi giorni ulteriori connettori saranno prodotti con l’utilizzo delle stampanti 3D dell’RSV e saranno quindi donati alla struttura ospedaliera romana insieme alla maschere messe a disposizione dal personale del Centro Sperimentale Volo.
 
L’iniziativa, nata nell’ambito del “progetto ARTA”, ha visto coinvolti in una collaborazione senza fini di lucro il Reparto Sperimentale di Volo, il Policlinico Casilino e l’azienda Solid Energy, esperta nel settore della manifattura digitale. Di particolare rilievo anche il supporto fornito dal Reparto Tecnologie Materiali Aeronautici e Spaziali che ha selezionato il materiale più idoneo all’uso desiderato ed effettuato dei confidence tests per la verifica dei connettori prodotti.
 
La collaborazione costante e proficua tra i Reparti del Centro Sperimentale di Volo e le realtà Accademiche, industriali e scientifiche del Paese si è ulteriormente intensificata in questo periodo emergenziale. Il Colonnello Igor Bruni, Comandante del Reparto Sperimentale di Volo, si è detto, a nome del Centro Sperimentale Volo, “particolarmente orgoglioso di poter dare il suo contributo, soprattutto a favore di chi è in prima linea in questa battaglia contro il COVID. La forte sinergia sviluppata su indicazione del Ministro della Difesa in questo lungo periodo tra il Ministero della Difesa, il Dipartimento della Protezione Civile ed i Ministeri Affari Esteri e della Salute continua ininterrottamente come sintesi della concreta risposta del sistema Paese in supporto alla gestione dell’emergenza sanitaria. Questo piccolo progetto dimostra quanto velocemente la realtà militare sia in grado di adattarsi per dare risposte concrete alla collettività”.
 
Il Reparto Sperimentale di Volo, attraverso lo strumento della Certificazione Tecnico-Operativa (CTO), già nel mese di marzo aveva realizzato una serie di attività di studio, ricerca, sperimentazione e certificazione finalizzate ad ampliare la capacità di trasportare barelle di diverse tipologie su velivoli ed elicotteri della Forza Armata, potenziando considerevolmente le capacità di bio-contenimento dei velivoli KC-767A, C-27J, C-130J e degli elicotteri HH-101A, HH-139A e HH-212.
 
La capacità di realizzare in house prototipi di componenti aeronautici utilizzati nell’ambito delle attività di ricerca, sviluppo e sperimentazione svolta a favore dell’Aeronautica Militare, della Difesa e dei Corpi Armati dello Stato, fa dell’RSV un Reparto all’avanguardia nel settore e nelle tecniche di manifattura additiva.

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