Concluse le analisi delle attività addestrative federate nella “Dagger Resolve”.

Spazio di battaglia condiviso per le unità del COMFOPNORD in addestramento

Si è concluso la settimana scorsa il processo di analisi dei risultati delle attività addestrative condotte dalle unità delle Forze Operative Nord nell’ambito dell’esercitazione federata “Dagger Resolve (DARE20)”, sulla base del quale è stato redatto un punto di situazione con osservazioni e best practice che, inserite nell’ambito del processo delle Lezioni Identificate e Apprese, sarà un utile strumento per la condotta delle esercitazioni programmate per l’anno 2021.

La “Dagger Resolve 2020”, iniziata lo scorso mese di settembre, ha federato 16 esercitazioni CPX e LIVE condotte a differenti livelli di comando (Brigata, gruppo tattico, complesso minore) con il tema comune del Battle Space Management, ovvero, la gestione dello spazio della battaglia che rappresenta una funzione cardine per la condotta delle operazioni militari e trova applicazione a tutti i livelli (strategico, operativo e tattico) in una definita area di responsabilità.

La complessità dell’ambiente operativo contemporaneo in contesti caratterizzati da instabilità ed incertezza, con la presenza di entità statuali fragili o al collasso, affette da forme di disgregazione sociale, da assenza di un quadro istituzionale e dall’infiltrazione di frange terroristiche e organizzazioni criminali, richiede che i Comandanti, a ogni livello, si trovino ad operare con l’ausilio di sempre nuove capacità fornite dalle innovazioni tecnologiche nel campo delle trasmissioni, dei velivoli senza pilota, delle misure elettromagnetiche, del supporto al fuoco. Tale  progresso presuppone che i Comandanti sappiano sfruttare appieno tutti gli strumenti messi a disposizione al fine di raggiungere il successo nelle operazioni. Pertanto, una stretta integrazione degli strumenti disponibili e le forze militari impiegate dovranno essere in grado di condurre manovre pluriarma.

Diventa pertanto imperativo per ogni comandante il sapere utilizzare l’integrazione, il coordinamento e la sincronizzazione di tutti i soggetti coinvolti nell’area sotto la propria responsabilità al fine di massimizzare l’efficacia operativa, evitando confusioni che possono portare a rischi per la missione e per la forza, riducendo il rischio di “fuoco amico” e la probabilità di danni collaterali alle infrastrutture locali e alla popolazione.

La “Dagger  Resolve” ha permesso di testare “nuove” procedure operative e consolidare quelle già acquisite in scenari addestrativi costruiti affinché le unità alle dipendenze del Comando Forze Operative Nord affrontassero uno spazio della battaglia condiviso, in cui nessuna delle sue dimensioni (fisica, cognitiva e virtuale) fosse ad uso esclusivo di una singola unità e la cooperazione fra gli staff (a tutti i livelli) rappresentasse un elemento indispensabile per assicurare la stuational awareness/conoscenza reciproca e garantire il conseguimento della missione. Un contesto, pertanto, che evidenzia la centralità del ruolo delle forze terrestri e la preminenza delle forze di manovra nel controllo dello spazio della battaglia.

L’output addestrativo della “Dagger Resolve” è stato pertanto di grande valenza e ha permesso alle unità coinvolte di mantenere elevate le capacità operative delle Forze Operative Nord. Le operazione anfibie della Brigata “Pozzuolo del Friuli”, l’impiego congiunto ed integrato della componente di manovra terrestre e della componente di manovra ad ala rotante della Brigata “Friuli”, la capacità dì proiettare il proprio combat power in termini di unità di fanteria leggera e relativi supporti al combattimento, dal cielo, al fine di acquisire il controllo di aree e punti chiave vitali della Brigata “Folgore”, l’elevate mobilità tattica, potenza di fuoco e protezione della Brigata “Ariete”, coordinate dalla Divisione “Vittorio Veneto” in procinto di trasformarsi in Multinational Division South nell’ambito dell’organizzazione militare della NATO, rappresentano un unicum nel panorama dei Comandi militari dell’Esercito Italiano tale da permettere il perseguimento di obiettivi addestrativi integrati fra loro.

(Fonte e Foto COMFOP Nord/ Divisione VittorioVeneto) – 23 dicembre

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