Iraq, esercitazione MASCAL

Il contingente italiano ha simulato l’attacco di indirect fire a Camp Singara con elevato numero di feriti.

I militari italiani e ungheresi della base di Camp Singara di Erbil, nel Kurdistan iracheno, si sono esercitati, nei giorni scorsi, nella gestione di un evento MASCAL (Mass Casualty), ovvero di una situazione critica in cui ci sia la necessità di gestire contemporaneamente un elevato numero di feriti. 

All’attività ha partecipato tutto il personale militare in forza alla base, sede del comando dell’Operazione “Prima Parthica”, evidenziando la stretta collaborazione tra i soldati italiani e i commilitoni ungheresi.

In particolare, è stato simulato un attacco di indirect fire, ovvero eseguito con lancio di razzi o colpi di mortaio che, nella finzione, hanno bersagliato la base, costringendo i soldati all’immediato ricovero nei bunker di cui è dotato il campo.

Al cessato allarme, le squadre di emergenza hanno effettuato la ricerca degli assenti all’appello e, trovandoli feriti, li hanno condotti con mezzi di fortuna al “punto di raccolta feriti di emergenza” (CCP). L’attivazione dell’allarme “MASCAL” data dalla sala operativa ha fatto convergere sul CCP il personale medico preposto e i militari con abilità di primo soccorso di entrambe le nazionalità.

Qui, mentre venivano effettuati i primissimi interventi, il personale qualificato eseguiva il triage (il processo di classificazione dei feriti secondo un ordine di priorità che garantisca la precedenza di trattamento in base all’urgenza).

Senza soluzione di continuità, i pazienti venivano inviati con tutti i mezzi disponibili all’infermeria della base, punto sanitario di riferimento, per ricevere il primo trattamento ed essere evacuati d’urgenza al punto sanitario di livello superiore, in caso di necessità di intervento chirurgico.

Tra tutte le situazioni critiche che possono accadere in un’area operativa, lo scenario “MASCAL” è sicuramente uno dei peggiori. La predisposizione di idonei piani, la conoscenza delle procedure e la loro corretta applicazione sono le vie da seguire per limitare le perdite. Per questo motivo, il Generale di Brigata Francesco Principe (Esercito Italiano), Comandante del Contingente italiano in Iraq e Assistente del Vice Comandante per la Strategia della Coalizione anti-DEASH, ha voluto effettuare questo tipo di attivazione.

Ha assistito anche un team medico della Marina degli Stati Uniti in forza al Role 2 (il centro sanitario di livello superiore) dell’Operazione “Inherent Resolve”, con l’obiettivo di raccogliere elementi per un piano di gestione integrata di simili eventi che armonizzi le specificità di tutte le nazionalità della Coalizione presenti nel Kurdistan iracheno.

(Fonte e Foto Prima Parthica) – 02 febbraio

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