Volo in montagna per incrementare le capacità dei piloti istruttori del 72° Stormo

L’attività addestrativa è tesa a travasare sempre nuove capacità alle future generazioni di piloti

Queste giornate di fine gennaio hanno visto il 72° Stormo impegnato nelle attività di incremento professionale dei suoi equipaggi di volo. I piloti istruttori si sono addestrati nell’innevata cornice dei monti Ernici, a cavallo tra Lazio ed Abruzzo, per affinare le loro capacità ed abilità di pilotaggio, utilizzando l’elicottero TH-500B equipaggiato per l’atterraggio in montagna con pattini da neve.
 
L’esercitazione, oltre ai fini addestrativi di istituto, è risultata determinante per mantenere invariata la capacità operativa di poter intervenire nei luoghi isolati in seguito ad eventi atmosferici estremi. Questo tipo di capacità divenne molto utile durante l’abbondante nevicata del 2012 quando gli elicotteri TH-500B del 72° Stormo soccorsero la popolazione residente in diverse località, prive di corrente elettrica, riscaldamento ed acqua. Le sortite effettuate permisero di consegnare per tempo alimenti e medicinali alla popolazione rimasta isolata. Diverse, in quella circostanza, furono le operazioni di concorso con la Croce Rossa per soccorrere persone dializzate. 
 
Il Maggiore Francesco Q., istruttore di volo del 72° Stormo spiega che: “Volare in montagna ci permette di mantenere sempre elevati i livelli di sicurezza e di addestramento. Gli istruttori possono incrementare le loro capacità ed esperienze e reinvestirle nella formazione delle future generazioni di piloti. Inoltre, cooperando con altre realtà della grande comunità dei soccorritori in montagna, il contributo dell’elicottero con la sua versatilità di movimento è fondamentale e i piloti devono essere sempre addestrati per poter intervenire nella corretta cornice di sicurezza.
 
L’ambiente montano con i suoi elementi ostili (altitudine, vento, condizioni meteo avverse, terreni scoscesi e illusioni ottiche) è da sempre il luogo in cui si confrontano le abilità di pilotaggio e le conoscenze acquisite. Infatti l’allievo che affronta il percorso formativo con l’Aeronautica Militare termina la sua attività istruzionale proprio con l’addestramento al volo in montagna.
 
Ricognizioni con venti turbolenti, avvicinamenti su creste, atterraggi su un pattino, decolli su orridi e cenge sono da un lato affascinanti per la sfida alla natura ma richiedono un’elevata conoscenza ed interpretazione di ciò che sta succedendo. Pilotare un elicottero in queste condizioni presuppone conoscenze dell’aerodinamica del volo, della meteorologia per comprendere le condizioni ambientali e lo studio dei venti, della medicina aerospaziale per prevenire il disorientamento spaziale e di tecniche di coordinamento e gestione della performance sotto stress.
 
(Fonte e Foto 72° Stormo, Autore Magg. Massimiliano D’Elia) – 27 gennaio
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